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Nella coltivazione della vite, nell'utilizzo del suo frutto c'è il segno
di una religiosità scandita dal ripetersi di antichi gesti, si riconosce
il magico rapporto tra cielo e terra, il rispetto di precisi segni celesti
nelle varie fasi della vinificazione e, soprattutto, il lavoro dell'uomo.
Il vino nel corso della storia assume la vocazione di bevanda divina
dissetando al contempo grandi personaggi e persone comuni.
Proprio la storia ci accompagna fino al Lambrusco, uno dei vini più
popolari al mondo, che vanta un percorso eguagliato da pochi altri DOC.
Il Lambrusco appartiene ad una famiglia di vitigni che da secoli si
riconosce nei territori dell'antico ducato d'Este, tra Modena e Reggio Emilia.
Esistono documenti che parlano di "Vitis Lambrusca" inizialmente coltivata
dai Galli, dagli Etruschi ed infine dai Romani. La coltivazione di queste viti la loro
trasformazione in ottimo vino nel corso dei secoli ci consente di
gustare tutt'oggi quella delizia per il palato che è Lambrusco. Il vino
ottenuto da questi vitigni, infatti, i cui ritrovamenti fossili risalgono
a circa 65 milioni di anni fa, è un vino generoso e sincero come la gente che abita
in queste terre. Si tratta di un vino dalla spuma vivace, dal profumo intenso
e persistente, dotato di un gusto ricco esaltato da una buona acidità
compensata da un quantitativo di zuccheri variabili.
Queste doti sono il risultato di un lungo e delicato lavoro che unisce
le antiche arti dei viticoltori emiliani alle più moderne tecniche enologiche.
Sono oltre 500 soci che, grazie alla loro opera, conferiscono le uve diligentemente
selezionate dai tecnici specializzati che hanno seguito con professionalità
la vendemmia, la scelta e la vinificazione.
Dopo una lenta fermentazione in autoclave per una naturale presa di spuma,
i vini vengono imbottigliati nei tradizionali vetri per soddisfare i
palati più raffinati sulle tavole di tutto il mondo.
Bianco, rosati, rossi, rubino, secchi, per tutti i gusti.
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